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Quante volte ci togliamo il cappotto per darlo ai nostri bambini?

Ho visto il video di un esperimento sociale sviluppato ad Oslo, in Norvegia, per una campagna di sensibilizzazione della società civile alle condizioni dei bambini vittime del conflitto in Siria.
In questo filmato si vede un bambino di 11 anni alla fermata dell’autobus in una freddissima giornata invernale, solo ma soprattutto non adeguatamente coperto per la temperatura ambientale.
Le reazioni dei passanti e di chi si ferma in attesa dell’autobus sono le più disparate, c’è chi gli chiede dove sia la madre, chi gli offre un paio di guanti, chi rimane indifferente e non scambia con il bambino neanche una parola, chi fa intervenire le autorità competenti e chi con naturalezza si sfila il giaccone per coprire il bambino e si siede accanto a lui.

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Il diritto negato all’errore

Errore etimologicamente deriva dal latino error, che è una derivazione di errare, quindi vagare, viaggiare, pellegrinare.

Errore è sperimentazione, esplorazione, acquisizione di consapevolezza delle proprie risorse e dei propri limiti, passaggio imprescindibile per la definizione di progetti e ambizioni.

Nell’articolo di Claudia Voltattorni si parla di quanto l’ansia di far primeggiare i figli e di proteggerli dal fallimento in realtà precluda loro proprio la possibilità, anzi il diritto di sbagliare, di commettere errori e costruire così la propria storia personale.

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Bambini aggressivi

‘Sempre più frequentemente si sentono o si leggono storie di bambini definiti aggressivi e violenti. Tristemente si spendono più parole a descrivere il disagio dei compagni spaventati o le rimostranze dei genitori di questi ultimi, che vivono la situazione come minacciosa per i propri figli. Poche sono le parole spese per capire cosa porti un bambino ad essere tanto arrabbiato da ribaltare i banchi. Ogni bambino ha la propria storia, ma questo non costituisce ragione sufficiente per ignorarla.  Read more

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Chi ha paura dei libri per l’infanzia?

‘Ci sono situazioni nelle quali mi riesce proprio impossibile separare gli aspetti pubblico, privato e professionale della mia vita.La censura messa in atto dal Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che ha messo all’indice una lunga serie di titoli di libri per l’infanzia, è una di queste.
Lo scorso 24 giugno il neosindaco ha inviato al personale docente di asili nido e scuole dell’infanzia una Circolare che recita:“Si chiede di voler raccogliere i libri “gender”, genitore 1 e genitore 2, consegnati durante l’anno scolastico e prepararli al fine del ritiro che avverrà al più presto da parte di un incaricato. Con i migliori saluti”. (PG. N. 282873)

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Love makes a family – la negazione del diritto di famiglia

Sono stordita dalle pieghe (o piaghe, a seconda dei punti di vista) che fanno da corollario al dibattito sul ddl Cirinnà. La questione mi pare molto semplice: scegliere se estendere o meno il diritto di famiglia a chi ancora ne è escluso. Eppure sembra assai più interessante disquisire sulle sfaccettature, reali o immaginarie, dell’oggetto che ad oggi determina la discriminazione (l’orientamento sessuale) rispetto al fatto che la discriminazione sia oggettiva. Oltre al coinvolgimento etico, la questione mi tocca profondamente a livello personale.

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